Posizione geografica

La Scheda del Comune
Numero abitanti 1854
Denominazione Soleminesi
Superficie 12,96 kmq
Altitudine 200m s.l.m.
Distanza 23 Km da Cagliari
Festa Patronale San Giacomo e Sant'Anna (25-26 Luglio) 
Comuni limitrofi Dolianova, Serdiana, Settimo San Pietro, Si

 

Uno sguardo in anteprima

Situato a circa 20 Km da Cagliari, il paese di Soleminis si distende in una zona collinare del Campidano di Cagliari al confine con gli ultimi rilievi montuosi di Serpeddì. Si tratta di una zona dedita alle attività agro-pastorali, tra le più fertili della Sardegna meridionale, le cui principali colture sono rappresentate dai vigneti, uliveti e cereali. Altre produzioni tipiche del paese sono il pane e il miele. Particolarmente diffusa è la raccolta delle erbe aromatiche.

In ambito zootecnico ha particolare rilievo l’allevamento avicolo.

Riguardo al toponimo sono state avanzate molte teorie, che però non riescono a convincere appieno: secondo quella più attendibile il nome deriverebbe dal latino “sollemnis”, ad indicare un luogo in cui ogni anno si tiene una festa religiosa; altra interessante ipotesi che permette di avere riscontri oggettivi sul territorio, è quella che lo vuole derivante da Sol, o divinità del sole e da Eminens, cioè luogo elevato, forse ad indicare un sito in cui si venerava  la divinità. Il nome Soleminis appare, comunque, per la prima volta nell’ XI secolo quando il paese fece parte della curatoria del Parteolla nel giudicato di Cagliari.

Nel territorio sono numerosi i siti archeologici che testimoniano la presenza di significativi insediamenti dal periodo prenuragico.

Soleminis con la caduta del giudicato di Cagliari passa a quello di Arborea, nel 1258 il paese è in possesso della famiglia pisana dei Gherardesca e nel 1297 del comune di Pisa. Durante la dominazione aragonese prima e spagnola poi il paese appartenne a diversi feudatari. Rimasto deserto a seguito  di pestilenze, il paese fu rifondato nel 1637 dalla nobile famiglia dei Vico, da questi passò agli Amat che lo tennero fino al riscatto del feudo nel 1839.

Perché visitare Soleminis

Al limite dell’attuale confine comunale, in zona Sedd’e Cresia, sorge la parrocchiale di San Giacomo, una chiesa seicentesca forse realizzata su un precedente impianto medievale. La chiesa conserva al suo interno testimonianze artistiche di grande pregio: innanzitutto su una parete del presbiterio sono visibili due quadri interessanti, uno rappresentante la Trinità e la Sacra Famiglia realizzato a fine ‘500 e proveniente da bottega stampacina, l’altro rappresentante una Redenzione attribuita al pittore cagliaritano Sebastiano Scaleta e risalente alla metà del ‘700; del repertorio scultoreo di rilevanza sono la statua settecentesca di San Giacomo, facente parte di un corredo statuario più ampio influenzato dalla scultura dell’artista sardo Giuseppe Antonio Lonis, e il crocifisso ligneo appartenente all’arciconfraternita del Rosario; la chiesa custodisce anche un importante corredo in argento.

Il centro storico di Soleminis conserva ancora antiche costruzioni realizzate secondo la tradizionale architettura rurale in mattoni di fango, tra cui spicca la casa “Corda Spada”, trasformata in centro culturale. Essa conserva  un’interessante collezione etnografica, oltre a mobili, utensili e manufatti della quotidianità isolana.

Durante tutto l’anno è possibile venire a Soleminis per godere delle sue tante feste.

Il 17 gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate, con la distribuzione delle arance benedette, mandarini, pane e vino riscaldati da un caldo falò, acceso dopo una suggestiva processione notturna alla luce delle fiaccole; il 2 febbraio si tiene la festa della Candelora, che ricorda la presentazione di Gesù al tempio; l’ultima settimana di maggio è la volta di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori, con una folkloristica festa che prevede il trasporto fino alla chiesetta campestre della statua del Santo, accompagnata da un corteo di fedeli, cavalieri, gruppi in costume e traccas (carri a buoi addobbati per la festa), con offerta di prodotti tipici locali quali fave, dolci, pane e vino. La festa più importante dell’anno soleminese è, però, senz’altro quella in onore del patrono San Giacomo e della Compatrona Sant’Anna tra il 25 e il 26 luglio: cerimonie religiose e civili si fondono nei giorni di festeggiamenti cui partecipa tutta la popolazione, che viene coinvolta in mostre dell’artigianato, di pittura, rassegne cinematografiche e spettacoli pirotecnici.

 

 

Data di ultima modifica: 06/09/2016


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